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Repetto: "Se qualcuno pensa di far passare i problemi del Comune sulle Partecipate si sbaglia"
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05 luglio 2012
Lorenzo Repetto, fuori dall’Amag. Ha deciderlo, improvvisamente e in strano modo, sono 5 Comuni sugli oltre 20 soci che detengono le quote della Multiutility alessandrina.
Così, da poco più di 48 ore Lorenzo Repetto rimane amministratore delegato di Alegas, Alea e Presidente di Alergy. Il Comune di Alessandria, principale socio di Amag, ha optato per una nuova squadra di funzionari e dirigenti comunali. Antonello Zaccone è il nuovo Presidente, Daniela Berri vice, Enrica Cattaneo, Marco Neri, Pierfranco Robotti saranno i consiglieri e che presteranno la loro opera a titolo assolutamente gratuito (almeno così dicono in Comune).
A far cadere la presidenza di Lorenzo Repetto sarebbero stati una serie di “indebitamenti e di mancati adempimenti” e così nell’ultima assemblea ordinaria degli azionisti l’Assessore al Bilancio Bianchi, con una mossa inaspettata, ha chiesto una modifica dell’ordine del giorno mettendo la voce “varie e eventuali” al primo posto e poi via allo show per l’abdicazione di Repetto: prende la parola il Sindaco di Ponti, Paroldi che insieme ad altri comuni che rappresentano lo 0,40% (Melazzo, Bistagno e Cartosio) chiede le dimissioni per Giusta causa nei confronti del Presidente dell’Amag. Tra gli altri motivi –secondo la cordata - la gestione della finanza avvenuta in maniera poco chiara, con elevata presenza di passività consolidate, aumento dei costi del personale… ecc.
Una mazzata per l’ex Presidente che dopo quattro anni di intenso lavoro è costretto a dimettersi nonostante ben 13 Comuni usciti dall’assemblea per il modo “bruto” con cui si sono richieste le dimissioni (a Repetto non si è dato neanche il diritto di parola) e il sostegno del resto dei Comuni, tra cui quello di Acqui. Proprio a lui che aveva realizzato il 60% delle fognature ad Alessandria ed una percentuale simile anche ad Acqui, che aveva portato l’azienda a contrattare con i grandi fornitori di energia a livello mondiale, che aveva portato l’Ebit della società da 379 mila euro a 3 milioni e 300 mila euro.
“Lorenzo Repetto ha pagato dura la sconfitta del PDL – qualcuno dice in città – ma grazie a quest’uomo la città ha migliorato alcuni servizi”. Si parla di giusta causa ma in realtà tutto sarà da dimostrare poiché i dati che sono emersi ieri nella conferenza stampa organizzata dall’ex numero uno Amag, dicono tutt’altro: nel giro di quattro anni Repetto ha chiuso 3 cause pendenti con altrettanti enti pubblici per la realizzazione di alcune opere strategiche come il “tubone” di Predona che porta oggi ad Acqui migliaia di litri d’acqua; il margine operativo lordo è passato da poco meno di 1 milione di euro fino ad arrivare ad oltre 3,5 milioni di euro.
“Mi hanno accusato di aver aumentato il personale ma in realtà ho tagliato 9 aziende addette ad alcuni controlli, abbiamo assunto i soliti impiegati dediti alla lettura dei contatori come da prassi legislativa e abbiamo effettuato alcuni investimenti necessari” replica così Repetto. E la storia di Amag la conoscono tutti: da 6 società esistenti si è passato a 3 con Alegas, Ream e Alenergy che tutt’ora risulta la struttura vincente. In poche parole, l’altro giorno è stato “spodestato” un Capo senza un perché. La giusta causa era una scusa per un atto politico ben preciso? “Se qualcuno pensa di far passare i problemi del Comune sulle Partecipate si sbaglia” – aggiunge ancora Repetto che ricorda anche che lo stesso Comune deve ad Amag 10 milioni di euro. Se li sommiamo con gli insoluti di privati di 5,5 milioni per il mancato pagamento dell’acqua e 20 milioni per la parte del gas arriviamo a più di 35 milioni di euro. Insomma soldi che servirebbero a pagare i famosi fornitori che - secondo il Comune di Alessandria ed i 4 sindaci della Valle Bormida – attendono di essere pagati in maniera puntuale.
“A loro vogliamo però ricordare – chiude Repetto - che utilizzano i servizi Amag senza aver mai fornito un bene alla società”. Della serie cacciati da chi manco fa il suo dovere.
di: Giancarlo Perazzi