Tortona e Pontecurone a Roma ‘’Nel Segno di San Luigi Orione’’
» Cronaca, attualità
29 giugno 2010
E’ il 23 giugno del 1872 quando Luigi Orione nasce a Pontecurone. A 138 anni dalla nascita una delegazione composta dal Vescovo di Tortona, S.E. Mons. Martino Canessa, Mons. Francesco Giorgi, i sindaci di Tortona e Pontecurone, Massimo Berutti e Claudio Scaglia; gli assessori tortonesi Emanuela Patta, Daniele Calore; l’assessore, Ernesto Nobile, e la consigliera Maria Luisa Ricotti di Pontecurone; Don Oreste Maiolini e da un gruppo di volontari del Movimento Orionino ha preso parte alla cerimonia di benedizione della grande statua di Maria “Salus populi romani”, posta all’interno del Centro Don Orione di Roma. Alle 10.30 il Santo Padre, Benedetto XVI, è salito al centro per benedire la Statua alla presenza del Direttore Generale dell’Opera della Divina Provvidenza, Don Flavio Peloso, e il Capitolo Generale della Congregazione. Un momento che la congregazione tortonese e pontecuronese ha seguito con moto di affetto in un anno particolarmente significativo come il settantesimo anniversario della morte di San Luigi Orione. Un anno, questo in corso, che si è aperto con la sottoscrizione del patto di amicizia siglato dai sindaci di Tortona, Sanremo e Pontecurone; un gemellaggio fra le tre città che gli hanno dato i natali, e portano i segni della sua grande opera. Nel suo saluto al Santo Padre Don Flavio Peloso ha sottolineato il “grande onore di unire la Madonna e il Papa in un unico momento di devozione”. La grande statua della Madonnina di Monte Mario, che rappresenta la prima espressione evidente della risposta all’invito del Santo Padre Pio XII ai fedeli romani, era crollata lo scorso 12 ottobre in seguito a un forte temporale con vento violento. La Madonnina si era spezzata in tre tronconi perdendo anche le braccia, è stata riparata e restaurata nel giardino sottostante al piedistallo su cui si trovava e da dove era caduta. Un braccio della statua, rivolto alla città, rappresenta un gesto di protezione dei cittadini, mentre la mano dell’altro braccio indica il cielo. *** La “Madonnina” di Monte Mario La statua della Madonna fu collocata sul colle di Monte Mario nel 1953, in seguito ad un voto popolare della città di Roma, fatto il 4 giugno del 1944, durante la seconda guerra mondiale. Divenne presto familiare e cara ai Romani che presero a chiamarla “la Madonnina” nonostante la sua imponenza. La festa della “Madonnina” è fissata annualmente al 4 giugno, perché quella è la data della “liberazione di Roma”, avvenuta senza disordini e spargimento di sangue, come chiesto nel voto promosso dal Santo Padre Pio XII, valorizzando una iniziativa degli Orionini che raccolsero 1.100.000 firme a tale scopo. Il voto fu espresso pubblicamente davanti alla sacra effigie della Madonna del Divino Amore, esposta nella chiesa romana di Sant’Ignazio. L’11 giugno, ad avvenuta liberazione, Papa Pio XlI in ringraziamento dell’imprevedibile felice conclusione dell’occupazione militare di Roma, si recò a celebrare la Messa nella chiesa di Sant’Ignazio, davanti alla venerata immagine, e disse: “Noi oggi siamo qui non solo per chiederLe i suoi celesti favori, ma innanzitutto per ringraziarLa di ciò che è accaduto, contro le umane previsioni, nel supremo interesse della Città eterna e dei suoi abitanti. La nostra Madre Immacolata ancora una volta ha salvato Roma da gravissimi imminenti pericoli. Ella ha ispirato, a chi ne aveva in mano la sorte, particolari sensi di riverenza e di moderazione; onde, nel mutare degli eventi, e pur in mezzo all’immane conflitto, siamo stati testimoni di una incolumità, che ci deve riempire l’animo di tenera gratitudine verso Dio e la sua purissima Madre “. “Carità e fede” erano state promesse alla Madonna. Da parte loro, gli Orionini adempirono il voto prima accettando la cura di orfani e mutilatini privi di alcun asilo e sostegno negli edifici ancora incompiuti di Monte Mario e, dopo, in segno di fede, innalzando la grande statua della Madonna “Salus populi romani”, benedetta il 4 aprile 1953. La statua è opera dello scultore Arrigo Minerbi, ebreo, nascosto durante le persecuzioni razziali nelle case dell’Opera Don Orione. L’immagine della Madonna è realizzata in rame sbalzato, su intelaiatura di ferro, con un rivestimento in sottili fogli d’oro. Il Minerbi, ritenendo che il volto della Madre dovesse, in qualche modo, avere i lineamenti del Figlio, riprese dalla Sacra Sindone le sembianze di Gesù per modellare il volto della Madonna. In occasione delle Olimpiadi del 1960, l’architetto Pier Luigi Nervi aveva progettato il “Trono di Maria” che prevedeva un santuario e la sistemazione di tutta l’altura di Monte Mario. Il progetto, già approvato dalla autorità ecclesiastica, incontrò divergenze di valutazione in sede di Consiglio comunale e non fu realizzato. Restò la Madonnina, divenuta un elemento caro e caratterizzante la sky line di Roma. Gravemente rovinata in seguito alla caduta dovuta a un cedimento strutturale il 12 ottobre 2009, l’artistica statua è stata prontamente restaurata con il lavoro del maestro Carlo Usai e del suo team. Le risorse per il costoso intervento sono pervenute dall’Associazione Costruttori Edili Romani, da una celletta popolare e dalla Congregazione Orionina. La Madonnina di Monte Mario è alta 9 metri e poggia su di un piedistallo di 20 metri. La statua della “nostra” Madonna della Guardia sulla torre del santuario di Tortona (m. 60), invece, è alta m. 14 e pesa 120 quintali: è la statua in bronzo fuso dorato più alta del mondo.




