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I residenti della zona Ventolina protestano

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29 luglio 2009

Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto decine di segnalazioni di protesta da parte dei residenti nella zona Ventolina aventi ad oggetto la perdurante situazione di disagio del sottopasso che collega la suddetta con le varie vie di comunicazione (Tortona, Spinetta Marengo, Alessandria). Abbiamo deciso, sapendo che le proteste non hanno ricevuto adeguata attenzione da parte dell’amministrazione comunale, di recarci sul posto, verificare le problematiche e scattare qualche foto. Non sapendo che il sottopasso in questione fosse stato costruito su una falda acquifera, che non fosse stato dotato di adeguati sistemi di pompaggio e che fosse perennemente inondato di acqua sorgiva che sgorga da un piccolo pertugio creatosi nell’asfalto(nonostante il bel tempo e le temperature elevate di questi giorni), abbiamo iniziato a raccogliere materiale e testimonianze dei residenti a dir poco adirati verso un tale lassismo e spreco di denaro pubblico. La stato di allagamento, che peggiora ovviamente ogni qual volta piove, crea notevoli disagi ai residenti o a loro familiari che, molte volte, si trovano costretti a non poter raggiungere o lasciare le loro abitazioni o quelle dei loro parenti, amici, conoscenti. Le persone con cui abbiamo parlato per qualche minuto ci hanno dopodiché condotti verso la strada della Ventolina, invitandoci a scattare qualche fotografia ai fossi in cui, per l’incuria pubblica, è addirittura cresciuta la vegetazione selvatica e, ad ogni temporale, la strada si allaga poiché non riuscendo a permettere il corretto flusso delle acque tracimano sulla strada e nei cortili delle case. Mi chiedo, dopo aver visto un tale situazione, con quali criteri sia stato costruito il sottopasso in questione e per quale motivo le varie amministrazioni non si siano adeguatamente impegnate a creare un adeguato sistema di pompaggio delle acque sorgive che fuoriescono dalla falda acquifera sottostante. Le motivazioni, forse legate al costante lassismo verso i veri disagi dei cittadini, quelli che coinvolgono la vita quotidiana di ognuno di loro, quelli che ne condizionano la dovuta quiete ed interessi, crediamo che, oramai, non siano più sufficienti a legittimare un “non facere” simile da parte dell’amministrazione pubblica. Lo stesso discorso vale per la vergognosa situazione di incuria che riguarda fossi e piccoli rii, vere proprie “spade di Damocle” per ogni residente/contribuente che, in questa precisa situazione, risulta doppiamente danneggiato. L’invito della Casa del Cittadino all’amministrazione comunale (che sosteniamo politicamente), come circolo liberale che lotta contro gli sprechi di denaro pubblico e per la tutela delle esigenze dei cittadini, è quello di ascoltare maggiormente le loro esigenze, di ricreare quella situazione di comunicazione tra enti e cittadini e, naturalmente, di risolvere nel più breve lasso di tempo possibile questi disagi perduranti e non comprensibili in un’ottica di tutela dell’individuo e delle sue istanze primarie, lautamente pagate tramite le tasse ed in tributi, tralasciando i “rattoppi” al manto stradale che, a causa della gravità della situazione, non hanno alcuna funzione migliorativa. LUCA LAVEZZARO PRESDIENTE CASA DEL CITTADINO, LIBERALI NEL PDL

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