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Lettera aperta al parlamentare europeo Oreste Rossi

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29 luglio 2009

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta inviata al parlamentare europeo ‘spinettese’ Oreste Rossi ed anche alle redazioni dei media: Egregio onorevole, mentre ne informiamo l’opinione pubblica, per l’autorevole ruolo che lei ricopre nel parlamento europeo e quale unico eletto nel territorio, la invitiamo a intervenire su quanto appresso. Un recente studio realizzato dall’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) del CNR avrebbe evidenziato una concentrazione abnormemente elevata di composti chimici «perfluorati» nelle acque del fiume Po. In particolar modo sono state prese a campione le concentrazioni dei due composti perfluorati principali: il PFOA (acido perfluoroottanico) ed il PFOS (acido perfluoroarchilsolfonato). La situazione risulterebbe particolarmente grave a Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara, dove sono stati riscontrati tassi di PFOA dalle 10 alle 200 volte superiori a quelli dei principali fiumi europei con picchi di 200ng/L ed un range attuale che oscilla tra i 60 e i 174ng/L. In alcune aree del bacino idrografico del Po, e più specificatamente nel fiume Tanaro e Bormida, sarebbero stati riscontrati livelli ancora più allarmanti, (1200ng/L), probabilmente da mettere in correlazione con la presenza in provincia di Alessandria di un sito industriale che utilizza tali composti: la Solvay di Spinetta Marengo. Tali polimeri sono presenti in una miriade di oggetti di uso comune (padelle antiaderenti, detergenti, pellicole fotografiche, componenti elettronici, eccetera), e da più parti è stata avanzata l’ipotesi che interferiscano con il sistema endocrino umano, che abbiano una qualche correlazione con i problemi di fertilità femminile, che siano in grado di indurre nei ratti in laboratorio l’insorgenza del tumore epatico oltre a determinare seri danni all’ambiente anche se saranno necessari studi più approfonditi. Lo stesso Parlamento europeo, come lei potrà verificare, ha inserito tali molecole nella direttiva per le sostanze prioritarie che debbono essere sottoposte a monitoraggio obbligatorio, e siano da far rientrare nei limiti proposti entro il 2012. Oltre a ciò la ricerca di cui sopra avrebbe evidenziato un incremento insolito di malformazioni a carico delle varie specie ittiche, che presenterebbero entrambi le gonadi, sia maschili che femminili, da porre in relazione con l’inquinamento delle acque da parte dei cosiddetti « interferenti endocrini . Egregio onorevole, quanto sopra riportato è stato fatto oggetto di interrogazione alla Camera dei deputati ed è anche contenuto negli esposti che, come lei si ricorderà, sono stati presentati da alcuni lavoratori alla Procura della Repubblica di Alessandria. La invitiamo perciò ad intervenire con le azioni e nelle forme efficaci che riterrà più opportune, anche di concerto con gli enti e le strutture locali coinvolti, anche tramite monitoraggi esaustivi e provvedimenti d’autorità, onde tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini nonchè lo stato ecologico non solo di Bormida e Tanaro ma di un territorio vasto che comprende la regione Padania, la sua biodiversità, le implicazioni con la catena alimentare umana eccetera. Restiamo a sua disposizione per ogni collaborazione che riterrà opportuna. Lino Balza – Medicina democratica

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