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Nel convegno sui Grigi tanti aneddoti ed un invitabile amarcord …ma non solo
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14 giugno 2011
Quella che è andata in scena venerdì pomeriggio presso la Sala Giunta del Municipio di Alessandria è stata una bella rimpatriata di gente che ha respirato l’aria di un calcio-glamour al quale è difficile non affezionarsi almeno per chi ha ancora nelle narici il profumo di una storia diversa. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Savoia F.B.C. di Litta Parodi, club capace lanciare giocatori che hanno scritto la storia del calcio nazionale, nell’ambito di una serie di eventi sino al 2012, cioè al centesimo compleanno dell’Alessandria Calcio. Così, il Consigliere Comunale Mario Bocchio ed il Patròn del Savoia Natalino Ferrari hanno voluto ospitare i principali giocatori grigi che in varie epoche hanno caratterizzato la storia del glorioso club. Sono arrivati gli epici Mario Pietruzzi e Luigi Bussetti, i protagonisti delle ultime recite in Serie A, Giorgio Tinazzi e Giancarlo Migliavacca, gli storici portieri Anselmo Giorcelli, Sergio Notarnicola e Santino Ciceri, gli “attori” dell’ultima promozione in Serie B, Toni Colombo, Gigi Manueli, Arrigo Dolso e Giampiero Dalle Vedove. Ed ancora: Giulio Griffi, Nando Gorrino, Mirko Ferretti, Gaetano e Gian Luigi Legnaro, Flavio Tonetto, Pier Paolo Scarrone, Giancarlo Camolese, Maurizio Ferrarese e Carlo Sacco, figlio e fratello degli ex Presidenti Remo e Paolo. Insomma, tutta gente immortalata e citata nelle indimenticabili figurine e negli album, quando l’Alessandria apparteneva a pieno titolo all’élite del football che conta. L’ ospite principale però è stato niente poco di meno che Franco Marescalco, per tutti ancora “Cicciogol”, un idolo venerato dalla tifoseria anche oggi. Un grande applauso si è levato per Pietruzzi, Bussetti e Giorcelli, giocatori di quelle Alessandria che sapevano essere artistiche e nello stesso tempo micidiali nel fango, che si sono commossi nel rivedere le fotografie di quel tempo. Il Sindaco Piercarlo Fabbio si è soffermato sul concetto che “i Grigi fanno parte dell’identità di questa città, che non può esserci Alessandria senza l’Alessandria Calcio e nello stesso tempo non potrebbe esistere l’Alessandria Calcio senza la città di Alessandria”. Al termine delle interviste condotte da Nicola Pilotti e da Alessandro Trisoglio (che hanno evidenziato episodi legati alle pagine della storia grigia e commentato i filmati in proiezione, soprattutto quello dell’ultima promozione in Serie A, dopo il mitico spareggio di “San Siro” contro il Brescia il 23 giugno 1957), il noto giornalista Bruno Bernardi, nel corso del suo intervento ha auspicato che “finalmente si cerchi a tutti i costi di dare un futuro ai Grigi, facendo tutti squadra, istituzioni e imprenditori. Sarebbe quell’atto di generosità che questo glorioso club, che ha contribuito a scrivere la storia del calcio nazionale, ci pare abbia largamente dimostrato di meritare, anche quest’anno raggiungendo i playoff per la B contro la Salernitana”. Durante il convegno Bocchio e Ferrari hanno spiegato le motivazioni per le quali verrà costituita la “Fondazione Orso Grigio”, ideata e voluta per salvaguardare e tramandare il patrimonio sportivo e culturale del calcio alessandrino. “Non vogliamo la contrapposizione nei confronti di chi sta già lavorando in tal senso, come “Centogrigio”, tanto che siamo contenti di ospitare oggi un amico come Marcello Marcellini - hanno puntualizzato - Ma siamo certi che un lavoro ben fatto e completo possa avvenire solo da un reale e concreto scambio di esperienze, perché nessuno può arrogarsi la pretesa di detenere l’esclusiva sui Grigi, che sono patrimonio autentico di un’intera città”. Un vero e proprio boato dalla sala è giunto quando è stato il momento di intervistare e premiare Franco Marescalco. L’ex bomber si è commosso, come già al pomeriggio quando ha voluto ritornare allo stadio “Moccagatta” per calcare nuovamente quel prato che lo aveva esaltato e grazie al quale lui ha trovato gli stimoli giusti per entrare a pieno titolo nella storia dei grandi calciatori che hanno indossato la maglia grigia. “Ringrazio Mario Bocchio, un amico fraterno che ho ritrovato - ha detto - per avermi fatto l’immenso regalo di ritornare ad Alessandria, che ho sempre nel cuore e che mi piacerebbe ritrovare magari come allenatore delle giovanili grigie”. Poi a raffica l’Alessandria secondo “Cicciogol”, con affermazioni sintetiche e trancianti come le sue reti: “I Grigi avranno futuro solo se sapranno affidarsi a dirigenze serie, non di speculatori, ma fatte di uomini che amino veramente questa maglia come sono stati Sandroni, Cerafogli, Pettazzi e Iacampo, con i quali ho avuto la fortuna di lavorare. Abbattere lo stadio “Moccagatta”? Ma siete pazzi, sarebbe come buttare giù il Colosseo a Roma e a voi sembra possibile tutto ciò? I playoff contro la Salernitana? Ho visto entrambe le partite in televisione e mi sono arrabbiato in occasione della sfida del “Moccagatta”. Per come si è sviluppata la stagione, a questi Grigi non si possono fare processi ma la sfida di ritorno l’hanno “ciccata”, non c’era lo spirito giusto, quello cattivo dei momenti che contano, e nemmeno una corretta predisposizione tattica. L’allenatore non ha saputo leggere la partita, ovvero correggerla a seconda dei mutati cambiamenti di gioco, soprattutto dopo il nostro vantaggio. Non si può andare il vantaggio in casa e farsi raggiungere: d’accordo che il rigore era inesistente, ma tu non puoi farti imporre il contropiede, devi costruire una diga a centrocampo, entrare duro sulle caviglie degli avversari e se il caso buttare ogni volta il pallone sugli spalti. E gli attaccanti devono rischiare ogni volta di farsi male pur di spingere il pallone verso la rete avversaria. Insomma, bisogna morire sino alla fine e ve lo dice uno che di partite decisive ne ha giocate tante e tante ne ha risolte: pensate che per fermarmi i difensori avversari si molavano anche i tacchetti di alluminio per farmi più male e si mettevano la crema “Capsulin” sulle dita per farmi lacrimare gli occhi!”. “Cicciogol” ha chiuso il suo intervento con altri tre aneddoti e ricordi: “La rete più bella che ho realizzato ad Alessandria? Me lo chiese l’allora giornalista della Rai Franco Costa ed io gli risposi: “Quella che devo ancora fare!”. Il momento più brutto? Il Presidente Gino Amisano mi fece ritornare ad Alessandria ma poi un uomo troppo pieno di sé come Renzo Melani mi mandò via proprio alla vigilia della promozione in C1 al termine del campionato 1988-89. La partita che vorrei rigiocare? Lo spareggio di Modena del 1985 contro il Prato. In attacco eravamo implacabili, andammo in vantaggio con il mio gol. Il centrocampo era nelle mani sicure di un autentico campione quale Paolino Scarrone, che dettava continuamente i tempi al “motorino” Camolese. Ma la difesa, seppur composta da gente che avrebbe poi fatto strada come Gregucci e Carrera, era purtroppo ancora troppo inesperta per la giovane età. Il Prato ci rifilò ben tre gol, ma noi non rinunciammo a combattere e riuscimmo ad accorciare le distanze con Da Re. Gli ultimi minuti furono un inferno, credemmo sino alla fine di poter pareggiare e addirittura a vincere a solo la traversa mi fermò per quello che sarebbe stato un gol epico. Alla fine il Presidente del Prato Toccafondi si fece il segno della croce e mi confessò di essersi ca … to nei calzoni. Negli spogliatoi, per la delusione, io spaccai la porta del bagno con un pugno. Ecco perché non mi è piaciuta l’Alessandria contro la Salernitana”.



