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Ticket sanitari, cattive notizie: nuova sentenza nega il rimborso, quanto soldi perderemo

Questa decisione, emessa il 10 febbraio 2026 con la sentenza n. 488, ribadisce un orientamento ormai consolidato in materia di riscossione sanitaria.
La questione della forma negli avvisi di pagamento per il rimborso dei ticket sanitari (www.inalessandria.it)

Una nuova sentenza ha nuovamente confermato l’illegittimità degli avvisi di pagamento notificati dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Il nodo centrale delle pronunce riguarda non tanto la legittimità della pretesa economica dell’ASL quanto la modalità con cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione notifica gli atti di recupero. La Corte di Giustizia Tributaria ha stabilito che gli avvisi di pagamento sono da considerarsi illegittimi quando non riportano in modo chiaro e puntuale le indicazioni fondamentali per il contribuente, quali:

  • i termini entro cui è possibile proporre ricorso;
  • l’autorità giudiziaria competente a cui rivolgersi;
  • una descrizione dettagliata della prestazione sanitaria di cui si richiede il rimborso.

Questi elementi sono indispensabili affinché il cittadino possa valutare e contestare correttamente la richiesta di pagamento. La mancanza di tali informazioni, anche in caso di cosiddetti inviti bonari, rende di fatto impossibile ogni forma di tutela, violando così i principi di trasparenza e diritto di difesa.

La giurisprudenza tributaria, infatti, considera autonomamente impugnabili anche le comunicazioni preventive che precedono la formazione delle cartelle esattoriali, riconoscendo l’interesse del contribuente a contestare sin da subito la pretesa economica (Tribunale di Nola, 11 aprile 2024, n. 852).

Il ruolo delle Corti di Giustizia Tributaria nella tutela del contribuente

Le Corti di Giustizia Tributaria rappresentano gli organi giurisdizionali specializzati nel decidere sulle controversie fiscali. La loro competenza si estende a diverse materie, tra cui i tributi erariali e non erariali, le sanzioni amministrative, le addizionali e, in questo caso, i rimborsi relativi ai ticket sanitari.

Organizzate in sezioni giudicanti composte da presidenti, vicepresidenti e giudici tributari, le Corti svolgono un ruolo fondamentale nel garantire un equilibrio tra le pretese degli enti impositori e i diritti dei cittadini. La competenza territoriale è attribuita in base alla sede degli enti coinvolti, e il ricorso deve essere presentato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di pagamento.

La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Salerno, con la recente sentenza, ha ribadito che gli avvisi notificati dall’Agenzia delle Entrate Riscossione per il recupero dei ticket sanitari senza le dovute indicazioni sono da annullare, sottolineando la necessità di un’informativa completa e trasparente verso i contribuenti.

Un ulteriore aspetto rilevante riguarda la prescrizione del credito dell’ASL relativo ai ticket sanitari non versati.

Prescrizione e tempi per l’impugnazione degli avvisi di pagamento (www.inalessandria.it)

Un ulteriore aspetto rilevante riguarda la prescrizione del credito dell’ASL relativo ai ticket sanitari non versati. La normativa vigente prevede che tale credito si prescriva dopo dieci anni dalla singola prestazione erogata. Ciò significa che, trascorso questo periodo, l’ente non può più esigere il pagamento.

Per tutelarsi, il contribuente deve proporre ricorso presso la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado territorialmente competente entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di pagamento. È fondamentale rispettare questo termine per evitare di perdere il diritto di opposizione.

Aggiornamenti e servizi offerti dall’Agenzia delle Entrate Riscossione

L’Agenzia delle Entrate Riscossione, responsabile della notifica e della riscossione dei crediti fiscali e sanitari, ha recentemente potenziato i propri servizi online per facilitare l’accesso dei contribuenti. Attraverso la piattaforma digitale è possibile:

  • consultare e gestire la propria posizione fiscale, compresi dati su dichiarazioni, rimborsi e versamenti;
  • accettare, modificare o inviare telematicamente modelli fiscali precompilati;
  • effettuare pagamenti online di cartelle e avvisi;
  • richiedere rateizzazioni fino a 84 rate per debiti fino a 120.000 euro;
  • prenotare appuntamenti presso gli sportelli territoriali per assistenza personalizzata.

Nonostante queste facilitazioni, la recente giurisprudenza evidenzia come sia indispensabile che gli atti notificati contengano tutte le informazioni necessarie per garantire la corretta difesa del contribuente.

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