Arte e Cultura

Via Francigena in Piemonte: l’itinerario perfetto per la primavera

camminare per la Via Francigena
La Via Francigena - inalessandria.it

Con l’arrivo della primavera, quando le montagne tornano accessibili e la pianura si accende di verde, la Via Francigena piemontese diventa uno degli itinerari più affascinanti per chi ama camminare unendo paesaggio, storia e spiritualità.

Tra la Valle di Susa, il Canavese e la pianura vercellese, il tracciato medievale offre un viaggio lento dentro secoli di cultura europea. Non è solo un percorso escursionistico, ma un itinerario che racconta il passaggio di pellegrini, mercanti e sovrani lungo uno degli assi viari più strategici del Medioevo.

Dalla Valle di Susa alla Sacra di San Michele

Fin dall’antichità la Valle di Susa è stata una porta naturale tra Italia e oltralpe, grazie ai colli del Monginevro e del Moncenisio. I pellegrini scendevano verso Susa attraversando luoghi che ancora oggi conservano un fascino intatto: l’Abbazia di Novalesa, i borghi di Venaus e Mompantero, il Forte di Exilles, le vigne terrazzate di Chiomonte.

Il tratto che da Susa conduce verso Chiusa San Michele è forse uno dei più suggestivi in primavera, quando i prati si riempiono di luce e la Sacra di San Michele domina la valle dall’alto con la sua imponenza romanica. Poco oltre, l’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso ricorda l’antica funzione di accoglienza e cura dei pellegrini.

L’Anfiteatro Morenico di Ivrea: natura e silenzi

Superata la valle alpina, il cammino si apre verso il tratto Morenico-Canavesano, circa cinquanta chilometri che attraversano dieci Comuni in un paesaggio modellato dal ritiro del Ghiacciaio Balteo. L’Anfiteatro Morenico di Ivrea, con i suoi laghi e la lunga dorsale della Serra, è una delle conformazioni glaciali meglio conservate al mondo e in primavera offre colori e profumi che accompagnano il passo con naturalezza.

Lungo il percorso emergono pievi romaniche, caseforti e resti di castelli, testimonianze di un tempo in cui la via era un corridoio vitale per l’economia e la fede. Non mancano occasioni per una sosta enogastronomica: la Strada Reale dei Vini Torinesi attraversa questi territori e consente degustazioni di Carema, Canavese, Erbaluce e Passito di Caluso, esperienze che completano il cammino con un contatto diretto con la tradizione locale.

Torino, Vercelli e la pianura delle risaie

Tra Santhià e Vercelli si trovava il crocevia dove, già nell’anno Mille, si ricongiungevano i pellegrini provenienti dalla Val Susa e dalla Valle d’Aosta. L’asse Rivoli-Torino-Chivasso assunse così un ruolo strategico, ancora leggibile nel cuore del Quadrilatero Romano di Torino, dove l’antica Augusta Taurinorum conserva il suo impianto urbanistico regolare.

Oltre Torino, il cammino seguiva il Po verso Chivasso e poi si apriva sulla pianura vercellese, tra acque e risaie. Qui sorge la splendida Abbazia di Santa Maria di Lucedio, che nel Medioevo ottenne esenzioni dal pedaggio per favorire il passaggio verso i valichi alpini, segno dell’importanza economica e spirituale di questa direttrice.

Percorrere oggi la Via Francigena medievale in Piemonte significa scegliere un itinerario che alterna salite alpine, borghi storici e pianure silenziose, in un equilibrio ideale tra cammino e contemplazione. La primavera, con le sue temperature miti e la luce più lunga, è il momento giusto per riscoprire questo tracciato antico e lasciarsi guidare dal ritmo lento della storia.

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