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Bonus animali domestici, svolta per i padroni: scopri subito se puoi incassare anche tu questi soldi

Bonus animali
I requisiti per accedere al bonus: chi può farne richiesta - inalessandria.it

Previsto dalla Legge di Bilancio, il bonus coprirà spese veterinarie per gli animali domestici.

In Italia, oltre il 40% delle famiglie con più di 65 anni convive con almeno un animale domestico. A fronte di questo dato, la Legge di Bilancio ha previsto l’attivazione di un bonus dedicato ai proprietari di cani e gatti, con l’obiettivo di sostenere economicamente le fasce più fragili della popolazione. Il provvedimento, ancora in attesa della pubblicazione del decreto attuativo, punta a rimborsare visite veterinarie, medicinali e spese chirurgiche, alleggerendo il peso economico per chi ha scelto di accogliere un animale in casa.

A differenza di altri strumenti di sostegno, qui non conta solo il reddito, ma anche l’età del richiedente. A beneficiarne saranno infatti solo gli over 65, con un ISEE inferiore a 16.215 euro e con un solo animale domestico adottato da canili o rifugi. Si tratta di una misura pensata per aiutare chi vive da solo e affronta da anni spese veterinarie non detraibili al 100%, in molti casi troppo onerose. Il bonus si aggiunge alle consuete detrazioni fiscali per spese sanitarie veterinarie già previste dalla legge, ampliando la platea di strumenti a sostegno degli amanti degli animali.

I requisiti per accedere al bonus: chi può farne richiesta

A chiarire le modalità di accesso non è stata solo la Legge di Bilancio, ma anche il Decreto Anziani, che ha integrato la misura con ulteriori specifiche. Per avere diritto al bonus, il cittadino dovrà avere più di 65 anni, un ISEE inferiore a 16.215 euro, vivere da solo e possedere un solo cane o gatto, purché l’animale provenga da un canile o da un rifugio riconosciuto. Non è quindi sufficiente possedere un animale domestico: la provenienza dell’animale deve essere certificata da strutture pubbliche o convenzionate.

Il fondo, secondo quanto previsto dalla legge, ha una dotazione di 250.000 euro l’anno, e sarà gestito a livello regionale. Questo significa che saranno le singole regioni a definire modalità e tempi di presentazione delle domande, nonché l’effettiva erogazione del beneficio. A oggi, il Decreto Ministeriale che dovrebbe chiarire importi e scadenze non è ancora stato pubblicato, ma la normativa prevede che venga reso pubblico entro sei mesi dall’entrata in vigore del Decreto Anziani, cioè entro metà settembre.

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Il silenzio delle istituzioni dopo la pubblicazione della misura ha generato attese e incertezze, soprattutto tra le associazioni che da anni chiedono agevolazioni per gli anziani che decidono di adottare animali. In mancanza di un tetto massimo dichiarato, resta anche da chiarire quale sarà l’importo rimborsabile e se sarà previsto un rimborso totale o parziale delle spese.

Nel frattempo, i cittadini interessati sono invitati a tenere d’occhio i siti regionali e il portale del Ministero della Salute, dove verranno pubblicati i dettagli appena sarà ufficiale il decreto attuativo.

Perché questo bonus può fare la differenza per molte famiglie

Il bonus non ha solo una valenza economica, ma risponde a un problema sociale diffuso. Per molti over 65 che vivono da soli, la presenza di un animale domestico rappresenta un punto di riferimento quotidiano, e non è raro che siano gli stessi proprietari a rinunciare a cure personali per far fronte alle spese veterinarie del proprio cane o gatto.

Secondo i dati forniti dalle associazioni animaliste, gli anziani costituiscono una delle fasce più coinvolte nelle adozioni da canili, spinti da motivazioni affettive e dalla volontà di offrire una casa a un animale in difficoltà. Eppure, proprio per loro i costi veterinari rappresentano un ostacolo frequente, anche in presenza di detrazioni fiscali già previste dalla normativa generale.

Con l’approvazione del DLgs, il Governo ha formalizzato la volontà di intervenire a favore di questi cittadini, integrando il concetto di cura dell’animale nel più ampio quadro del benessere sociale. Le regioni, chiamate ora a trasformare in realtà le linee guida del Governo, dovranno stabilire con esattezza chi riceverà cosa e come, evitando disparità e garantendo la distribuzione dei fondi.

Per ora resta valida solo una certezza: per poter fare domanda, bisognerà attendere il decreto attuativo. Ma la misura c’è, è stata approvata, e sarà finanziata per almeno tre anni. Un segnale atteso, in un paese dove cani e gatti sono ormai parte integrante della famiglia, e dove le politiche di tutela animale cominciano – lentamente – a farsi spazio anche nei documenti ufficiali.

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