L’Agenzia delle Entrate ribadisce l’importanza di una compilazione accurata della dichiarazione dei redditi.
Il Modello 730 è uno strumento fondamentale e molto utilizzato dai contribuenti italiani, soprattutto da dipendenti e pensionati, per dichiarare i propri redditi in modo semplificato. La sua procedura precompilata, disponibile online tramite i servizi telematici dell’Agenzia, mira a facilitare il processo fiscale, ma richiede comunque una verifica scrupolosa da parte del contribuente soprattutto quando decide di apportare modifiche manuali.
Gli errori più comuni riguardano spesso l’inserimento o la modifica delle spese detraibili o deducibili, come spese sanitarie, istruzione, contributi per colf e badanti, interessi passivi sui mutui o bonus edilizi. Un errore materiale o un’omissione in queste aree può comportare una sanzione fissa di 258 euro. Se tali errori incidono sull’imposta dovuta, la sanzione può variare dal 90% al 240% della differenza non versata, con conseguenze economiche rilevanti.
Inoltre, errori nella compilazione dei dati relativi al datore di lavoro o all’ente pensionistico possono comportare ritardi nell’erogazione di eventuali rimborsi fiscali.
Consigli pratici per evitare sanzioni
Per prevenire sanzioni o ritardi, è fondamentale:
- Verificare con attenzione ogni voce del Modello 730 prima dell’invio, anche quando si utilizza la dichiarazione precompilata.
- Conservare tutta la documentazione giustificativa delle spese detratte o dedotte, come scontrini, ricevute e fatture.
- Affidarsi a un CAF o a un commercialista in caso di dubbi o modifiche sostanziali, in quanto questi professionisti sono responsabili della correttezza dei dati trasmessi.
- Aggiornare i dati anagrafici e lavorativi per evitare problemi nella liquidazione degli importi.
- Intervenire tempestivamente per correggere eventuali errori già trasmessi, rispettando le scadenze normative.

Sanzioni per omissioni e irregolarità nella memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi(www.inalessandria.it)
Oltre alle problematiche legate al Modello 730, l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che la mancata o tardiva memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi, o la trasmissione con dati incompleti o non veritieri, comporta sanzioni pesanti. In particolare, la multa può raggiungere il 70% dell’imposta con un minimo di 300 euro, e si applica una sola volta nel caso di infedele memorizzazione seguita da trasmissione tardiva o omessa.
In situazioni più gravi, come la manomissione dei registratori telematici o il loro uso alterato, la sanzione può arrivare fino a 12.000 euro, oltre alla sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività.
Anche la mancata regolare manutenzione o la mancata verifica periodica dei registratori è sanzionata, con multe che variano da 250 a 2.000 euro.
Se invece le irregolarità non incidono sulla corretta liquidazione del tributo, si applica una sanzione amministrativa fissa di 100 euro per ciascuna trasmissione, con un massimo di 1.000 euro per trimestre.
Errori fiscali: conseguenze, responsabilità e rimedi
Gli errori nella dichiarazione dei redditi non comportano automaticamente conseguenze penali. Il reato di evasione scatta solo in presenza di soglie molto elevate di imposta evasa, superiori a 150.000 euro, o di redditi non dichiarati oltre il 10% del totale o tre milioni di euro.
Le sanzioni pecuniarie ricadono esclusivamente sul contribuente che ha commesso l’errore, anche se si è avvalso di un professionista o di un CAF: la responsabilità non si trasferisce. Solo in caso di dolo del professionista, con denuncia alle autorità, il contribuente può essere esonerato dal pagamento delle sanzioni.
La legge prevede inoltre cinque casi in cui non si applicano sanzioni: incertezza normativa, errore che non genera un danno erariale, errore imputabile all’amministrazione, truffa del commercialista denunciata e situazioni di forza maggiore.
Per contestare una sanzione, il contribuente riceve un atto di contestazione dettagliato con le motivazioni e i termini per presentare ricorso o memorie difensive. Se si paga entro 60 giorni una quota pari a un quarto della sanzione, la questione si chiude senza ulteriori aggravi.








