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Agenzia delle Entrate, caccia agli evasori: in arrivo pignoramenti a tappeto, chi rischia

Nel 2024, sono stati avviati circa 600mila pignoramenti, ma solo il 22,3% di questi si è concretizzato in incassi reali, per un totale
La nuova strategia dell’Agenzia delle Entrate(www.inalessandria.it)

L’Agenzia delle Entrate intensifica la sua lotta contro l’evasione fiscale con una strategia innovativa che sfrutta le fatture elettroniche.

Questa nuova metodologia mira a potenziare l’efficacia dei pignoramenti, migliorando il recupero dei crediti e garantendo una riscossione più equa e mirata.

Nel 2024, sono stati avviati circa 600mila pignoramenti, ma solo il 22,3% di questi si è concretizzato in incassi reali, per un totale di 1,3 miliardi di euro. Questo dato evidenzia i limiti dell’attuale sistema di riscossione, caratterizzato da procedure spesso inefficaci e tardive, che penalizzano lo Stato e premiano chi evade il fisco.

Per superare queste criticità, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di sfruttare appieno il patrimonio informativo rappresentato dalle fatture elettroniche, ora accessibile agli uffici della Riscossione attraverso il nuovo sistema informativo AdeR, il “braccio operativo” dell’Agenzia. Grazie a questa innovazione, sarà possibile intercettare i crediti commerciali dei contribuenti morosi prima che essi vengano effettivamente incassati, aumentando sensibilmente il rendimento dei pignoramenti presso terzi.

Attualmente, la banca dati dell’Agenzia conserva circa 2,5 miliardi di fatture elettroniche, che documentano in modo preciso le transazioni economiche tra aziende, professionisti, consumatori e pubbliche amministrazioni. Fino a poco tempo fa, queste informazioni venivano impiegate soprattutto per controlli fiscali e analisi del rischio, ma ora diventano uno strumento fondamentale anche per la fase di recupero coattivo.

Come funzionerà il nuovo sistema di pignoramenti mirati

Il cuore della nuova strategia è l’intervento tempestivo prima che il denaro entri nei conti correnti dei contribuenti morosi. Uno dei problemi principali della riscossione coattiva è che spesso i pignoramenti sono inefficaci perché eseguiti quando i flussi finanziari sono già stati incassati o dispersi.

Grazie ai dati delle fatture elettroniche, l’Agenzia potrà conoscere in anticipo chi deve pagare il debitore, quali importi sono dovuti e in quali tempistiche. Ciò permetterà di attivare il pignoramento presso terzi in modo più preciso, bloccando i pagamenti direttamente alla fonte — ovvero presso clienti, committenti o altri soggetti obbligati a versare somme al debitore.

È importante sottolineare che lo scambio di dati non prevede un accesso indiscriminato o generalizzato alle fatture elettroniche da parte degli uffici della Riscossione. Il flusso informativo sarà filtrato e strutturato per garantire la tutela della privacy e limitare i controlli solo ai casi con concrete probabilità di recupero. Le informazioni saranno elaborate attraverso criteri di analisi del rischio, concentrandosi esclusivamente sui contribuenti con debiti iscritti a ruolo e continuativi inadempimenti.

Questa modalità selettiva eviterà pignoramenti inutili o interventi esplorativi, garantendo un’azione proporzionata e mirata, in linea con un provvedimento attuativo che il direttore dell’Agenzia dovrà emanare a breve per definire modalità tecniche, tempistiche e garanzie.

Le stime contenute nella relazione tecnica della manovra 2026 indicano che, grazie all’uso delle fatture elettroniche

Impatti attesi e prospettive future (www.inalessandria.it)

Le stime contenute nella relazione tecnica della manovra 2026 indicano che, grazie all’uso delle fatture elettroniche, l’efficacia dei pignoramenti potrebbe quasi raddoppiare, passando dal 22,3% al 44,6%. Questo miglioramento rappresenterebbe un salto di qualità notevole nelle attività di recupero, anche ipotizzando scenari prudenziali sul fronte dei recuperi.

Dal punto di vista economico, l’incremento del gettito derivante da questo sistema integrato coinvolgerà tributi erariali, contributi previdenziali e crediti affidati alla Riscossione da altri enti. Tuttavia, l’effetto concreto non sarà immediato: si prevede infatti una fase di sperimentazione e affinamento del sistema, con benefici a regime attesi a partire dal 2027.

Con questo approccio, l’Agenzia delle Entrate intende recuperare in modo più efficiente, non necessariamente incrementare indiscriminatamente il numero di pignoramenti. La strategia punta a intervenire tempestivamente quando il denaro è effettivamente disponibile e a ridurre le azioni esecutive tardive o inefficaci.

Se il nuovo modello funzionerà come previsto, la riscossione potrà diventare più selettiva, giusta e produttiva, contribuendo a ridurre il peso dell’evasione fiscale senza estendere controlli generalizzati su tutta la platea dei contribuenti.

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