I Giorni della Merla, che ricadono il 30 e 31 gennaio, rinnovano l’interesse per una delle più antiche tradizioni popolari italiane.
Sebbene scientificamente non siano sempre i giorni più freddi dell’anno, questi giorni rappresentano un momento simbolico di massimo rigore invernale e sono intrecciati a leggende e credenze millenarie, con radici che affondano nella mitologia greca e romana, e che ancora oggi influenzano il folklore e le aspettative meteorologiche degli italiani.
Tradizionalmente, i Giorni della Merla sono considerati i più gelidi dell’anno nell’emisfero boreale, un momento di picco del freddo invernale che precede il lento avvicinarsi della primavera. La tradizione assegna a questi giorni un ruolo quasi profetico: se il freddo si fa sentire intensamente, la primavera sarà mite e temperata; se invece questi giorni risultano miti, allora l’inverno potrebbe prolungarsi e la primavera giungere con ritardo e in modo più rigido.
Tuttavia, le analisi meteorologiche più recenti, aggiornate al periodo 1991-2020, rivelano che il minimo termico medio in Italia varia significativamente da regione a regione. Nel Nord-Ovest e Nord-Est, il picco di freddo si verifica generalmente tra la seconda e la terza decade di gennaio, mentre nelle regioni centrali e meridionali, comprese Sardegna e Sicilia, il minimo si sposta verso le prime due decadi di febbraio. Questo fenomeno è dovuto all’inerzia termica del mare Mediterraneo, che mitiga il freddo nel Sud, ritardando il picco delle temperature rigide rispetto al Nord, più soggetto a un clima continentale.
Nonostante questo, la tradizione dei Giorni della Merla si mantiene viva come importante riferimento culturale, assimilabile per certi versi al fenomeno dell’“estate di San Martino” di novembre, anche se quest’ultimo è più chiaramente riconosciuto e supportato da dati meteorologici.
Le leggende che spiegano l’origine del nome e della tradizione
Il richiamo alla merla come protagonista di queste giornate di gelo proviene da antiche storie popolari, profondamente intrecciate con la mitologia greca, in particolare con la figura di Persefone, dea della fertilità e regina dell’oltretomba. Secondo il mito, Persefone, rapita da Ade, trascorre metà dell’anno nel regno degli inferi e metà con sua madre Demetra, dea della terra e dell’agricoltura, segnando così il ciclo delle stagioni. La merla, uccello messaggero, rappresenta l’annuncio del ritorno di Persefone sulla Terra e quindi l’arrivo della primavera.
Una delle versioni più diffuse della leggenda racconta di una merla, un tempo dal piumaggio bianco candido, che durante un inverno particolarmente rigido si rifugiò per tre giorni in un comignolo per sfuggire al gelo intenso. Quando uscì, il fumo e la fuliggine annerirono le sue piume, dando origine alla livrea nera dei merli attuali. Questa narrazione simboleggia il momento più freddo dell’anno e spiega in modo poetico il colore dell’uccello.
Un’altra versione, più popolare, descrive la merla come vittima delle ire di gennaio, che chiese in prestito tre giorni a febbraio per prolungare il suo dominio sul freddo, scatenando bufere e gelo proprio negli ultimi tre giorni di gennaio. Per proteggersi, la merla si nascose in un camino, da cui uscì annerita ma salva, sancendo così il nome della tradizione.
Altre leggende locali si intrecciano con queste narrazioni, come quella toscana del cannone chiamato “la Merla” che veniva trasportato sul Po solo alla fine di gennaio quando il fiume era ghiacciato, o la storia romantica di due giovani sposi, Merlo e Merla, il cui tragico passaggio sul Po ghiacciato è ancora ricordato nelle notti gelide di fine gennaio.

Le previsioni meteorologiche aggiornate e il clima attuale (www.inalessandria.it)
Per l’inverno 2025-2026, le previsioni indicano un’irruzione di aria artica proveniente dal Nord Europa, con un possibile ritorno di temperature molto rigide e nevicate anche a quote basse, specie nelle regioni settentrionali e centrali. Come rilevato da diverse fonti di monitoraggio meteorologico in tempo reale, il freddo si sta già facendo sentire in molte zone del Paese, con temperature notturne sotto lo zero in aree come il Lazio e l’Emilia-Romagna, e con nevicate abbondanti che hanno reso bianco il paesaggio in molte località appenniniche e padane.
Gli appassionati di meteo e i cittadini consultano spesso forum e chat dedicate, dove vengono riportate osservazioni in diretta dal territorio: dalla Ciociaria al Modenese, dalla Sardegna alla pianura lombarda, il freddo pungente è accompagnato da vento e neve, richiamando lo spirito tradizionale dei Giorni della Merla.








