L’INPS ha confermato importanti aggiornamenti per la NASpI, che continua a rappresentare un fondamentale strumento di sostegno.
Anche nel 2026, la prestazione mantiene invariati i requisiti di accesso, ma si arricchisce di novità rilevanti riguardo agli importi erogati, grazie all’aggiornamento annuale delle soglie e dei massimali basato sull’inflazione.
La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), istituita dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, viene riconosciuta ai lavoratori subordinati che abbiano perso il lavoro in modo involontario, inclusi apprendisti, soci lavoratori di cooperative, personale artistico con rapporto subordinato e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Dal 1° gennaio 2022, la platea si è ampliata includendo anche gli operai agricoli a tempo indeterminato impiegati nelle cooperative e consorzi che trasformano o commercializzano prodotti agricoli e zootecnici propri o conferiti dai soci.
Non possono invece accedere alla prestazione, tra gli altri, i lavoratori con contratto a tempo indeterminato nelle pubbliche amministrazioni, gli operai agricoli a tempo determinato e i soggetti già in possesso dei requisiti pensionistici o titolari di assegno ordinario di invalidità che non optino per la NASpI. Per beneficiare dell’indennità occorre aver maturato almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti alla cessazione del rapporto di lavoro.
La domanda va presentata telematicamente all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro e la prestazione decorre, di norma, dall’ottavo giorno successivo alla fine dell’occupazione, salvo casi di domande presentate in ritardo.
Modalità di calcolo e importi aggiornati
Il calcolo della NASpI si basa sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni antecedenti la disoccupazione. La legge prevede che l’indennità corrisponda al 75% di tale retribuzione media, ma entro limiti massimi stabiliti annualmente dall’INPS per contenere la spesa pubblica e garantire equità sociale.
Per il 2026, l’aggiornamento dell’1,4% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo ha portato l’importo soglia di riferimento a 1.456,72 euro e il massimale mensile a 1.584,70 euro, come specificato nella circolare INPS 4/2026. L’indennità si calcola sommando gli imponibili previdenziali degli ultimi quattro anni, dividendo per le settimane di contribuzione e moltiplicando il risultato per 4,33.
Se il valore ottenuto è inferiore o pari a 1.456,72 euro, la prestazione corrisponde al 75% di tale cifra. Se invece è superiore, si aggiunge il 25% della differenza tra il valore calcolato e la soglia, senza superare il massimale di 1.584,70 euro. In ogni caso, il beneficio non sostituisce integralmente lo stipendio precedente, ma ha natura assistenziale per tutelare il reddito dei disoccupati.
Va inoltre sottolineato che la NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione; per i beneficiari con più di 55 anni alla data della domanda, la riduzione decorre dall’ottavo mese.

Durata, contribuzione figurativa e compatibilità con altre attività (www.inalessandria.it)
La durata della NASpI è pari a metà delle settimane contributive maturate nei quattro anni precedenti la disoccupazione, esclusi i periodi già coperti da analoghe prestazioni. Durante la fruizione, i periodi sono coperti da contribuzione figurativa, senza oneri per i lavoratori e senza necessità di presentare ulteriori domande.
L’istituto previdenziale consente l’anticipo in un’unica soluzione della prestazione, in caso di avvio di attività autonoma, impresa individuale o sottoscrizione di quote in cooperative lavorative, incentivando così l’autoimprenditorialità.
La normativa regola anche la compatibilità della NASpI con altre forme di lavoro: in caso di ripresa di un’attività subordinata con redditi superiori al minimo esente da imposta, si decade dal beneficio, salvo contratti di durata inferiore a sei mesi, che sospendono l’indennità. Se il reddito è inferiore al limite fiscale, la prestazione continua ma viene ridotta proporzionalmente, a condizione che il lavoratore comunichi tempestivamente all’INPS l’attività e il reddito previsto.
Analoga disciplina si applica al lavoro autonomo o d’impresa individuale: la NASpI è ridotta dell’80% del reddito annuo presunto e il beneficiario deve effettuare regolari comunicazioni all’ente previdenziale per evitare la decadenza.








