Parte tutto da qui. Campi spesso freddi, tribune che si riempiono a macchia d’olio, classifiche che iniziano a pesare. Il weekend di calcio in provincia di Alessandria non è mai solo una questione di novanta minuti: è un termometro. Dice chi può ancora permettersi di sbagliare e chi no.
Eccellenza: il peso del primato e la fame di punti
Alessandria–Pro Villafranca si prende il primo posto senza discussioni. Il Moccagatta torna centrale, come succede quando i Grigi giocano in casa con qualcosa da difendere. La squadra di Alberto Merlo arriva da un impegno infrasettimanale di Coppa, dettaglio che conta. Le gambe potrebbero non essere freschissime, la testa sì. Il primato va tenuto solido, anche a costo di una partita meno brillante. Il Pro Villafranca non è squadra che concede molto, e proprio per questo il banco di prova è reale. Qui non basta esserci: serve ordine, pazienza, qualche scelta sporca ma utile.
Subito dietro, Acqui–Albese racconta un’altra storia. I numeri dicono 17 punti contro 40. La classifica sembra già scritta, ma il campo spesso non legge le tabelle. L’Acqui si gioca una fetta di stagione davanti alla sua gente. Vincere cambierebbe l’aria, perdere la renderebbe più pesante. È una partita che chi guarda da fuori potrebbe sottovalutare, ma chi la vive sa che vale molto più di tre punti.
Serie D: ripartire quando non te l’aspetti
In Valenzana–Saluzzo c’è una ferita ancora aperta. La sconfitta di Imperia non era in programma, e proprio per questo pesa. Gli orafi di Luca Pellegrini tornano al Comunale con l’urgenza di rimettere insieme i pezzi. Il Saluzzo arriva senza l’assillo della classifica, ed è una libertà che spesso diventa pericolosa. Squadra tecnica, ordinata, capace di colpire se trova spazio. Qui la partita si gioca anche fuori dal campo: come reagisci dopo un passo falso dice molto più di una vittoria comoda.
Promozione: rivalità, amicizie e punti che scottano
Castellazzo–Spartak San Damiano è uno di quei confronti che non hanno bisogno di essere spiegati troppo. In panchina e dietro le scrivanie ci sono rapporti personali che rendono tutto più teso. Nobili da una parte, Ballario dall’altra. Amici, sì, ma solo fino al fischio d’inizio. Lo Spartak è davanti, con tre punti di margine sulla Frugarolese. Il Castellazzo sa che fermare la capolista significa rientrare pienamente nel discorso. Partite così si decidono spesso su un episodio, magari su un errore banale. Ed è anche per questo che attirano.
Prima Categoria: obiettivi diversi, stessa pressione
Chiude la top five Monferrato–Castelnovese, al “Palmisano” di San Salvatore. Meno riflettori, ma tensione vera. Il Monferrato cerca continuità per tenere vivo il sogno playoff. La Castelnovese arriva da un pareggio che ha mosso poco la classifica, ma ha dato segnali. Qui ogni punto pesa doppio, perché le alternative sono poche. Sbagliare significa complicarsi le settimane successive, non solo la domenica.
Alla fine, queste cinque gare raccontano bene il momento del calcio locale. Non tutto è chiaro, non tutto è lineare. C’è chi corre, chi rincorre, chi prova a non farsi travolgere. Il weekend passerà in fretta, come sempre. Le conseguenze no. Restano nei bar il lunedì mattina, negli allenamenti del martedì sera, nei silenzi di chi ha perso e nelle mezze frasi di chi ha vinto ma non del tutto convinto. Ed è lì che il calcio, da queste parti, continua a farsi sentire.








