Arte e Cultura

Zerocalcare, Scurati e Barbero: “No agli editori neofascisti a Più Libri Più Liberi”

Zerocalcare, Scurati e Barbero: “No agli editori neofascisti a Più Libri Più Liberi”
Zerocalcare, Scurati e Barbero: “No agli editori neofascisti a Più Libri Più Liberi”

Continua a far discutere l’organizzazione della fiera editoriale Più Libri Più Liberi, manifestazione di riferimento nel panorama culturale italiano. Recentemente, una lettera aperta firmata da importanti personalità del mondo della cultura – tra cui lo scrittore Antonio Scurati, lo storico e docente Alessandro Barbero e il fumettista Zerocalcare – ha acceso un acceso dibattito riguardo alla presenza di una casa editrice controversa all’interno della fiera.

Gli intellettuali hanno espresso un netto rifiuto nei confronti della partecipazione di una casa editrice riconducibile a posizioni neofasciste. Nella missiva, sottolineano come la promozione di tale realtà editoriale in un contesto pubblico e prestigioso come quello di Più Libri Più Liberi rischi di legittimare ideologie estremiste e di vanificare gli sforzi culturali volti a contrastare ogni forma di fascismo e discriminazione. La protesta si inserisce in un clima di crescente attenzione verso il ruolo delle istituzioni culturali nel preservare valori democratici e inclusivi.

Le firme di Zerocalcare, noto per il suo impegno sociale e politico attraverso il fumetto, e di Antonio Scurati, autore di opere che hanno analizzato in profondità il ventennio fascista italiano, conferiscono particolare peso alla denuncia. Anche Alessandro Barbero, riconosciuto studioso di storia medievale e contemporanea, ha sottolineato l’importanza di vigilare contro ogni forma di revisionismo storico che possa favorire la diffusione di ideologie estremiste.

Implicazioni per la fiera editoriale e il dibattito culturale

La questione ha sollevato un acceso dibattito tra gli organizzatori della fiera, gli editori presenti e il pubblico. Se da un lato si difende la libertà di espressione e il pluralismo culturale, dall’altro si evidenzia la necessità di definire limiti precisi per evitare che eventi di grande rilevanza come Più Libri Più Liberi diventino veicolo di messaggi che contraddicono i valori fondamentali della convivenza civile.

Nel corso dell’ultima edizione, che si è tenuta a Roma, sono stati adottati protocolli più stringenti per la selezione degli espositori, proprio in risposta alle crescenti tensioni legate alla presenza di contenuti controversi. La vicenda ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo degli operatori culturali nella costruzione di uno spazio pubblico che non sia solo aperto e inclusivo, ma anche consapevole e responsabile.

Diverse case editrici e associazioni culturali hanno espresso solidarietà agli autori della lettera, confermando la volontà di mantenere la fiera un luogo di dialogo civile e confronto critico. Gli organizzatori hanno annunciato un riesame delle modalità di partecipazione e delle partnership, sottolineando la delicatezza e la complessità del tema.

L’episodio sottolinea come il mondo dell’editoria italiana sia chiamato a confrontarsi non solo con le sfide di mercato, ma anche con le responsabilità etiche e sociali legate alla diffusione di idee e narrazioni. In tal senso, la posizione di figure come Zerocalcare, Scurati e Barbero rappresenta un importante richiamo all’attenzione pubblica e al ruolo proattivo degli intellettuali nella difesa dei principi democratici.

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