Primo piatto tipico della zona di Alessandria, tradizionalmente legato a momenti di festa ma semplicissimo da preparare: ecco la ricetta originale dei rabatòn.
I rabatòn di Litta Parodi sono un piatto che porta con sé la storia e le tradizioni di un angolo speciale della provincia di Alessandria. Si tratta di gnocchi di ricotta e bietole, dalla tipica forma allungata, simile a un sigaro. Il nome “rabatòn” deriva dal dialetto alessandrino “rabatè”, che vuol dire “rotolare”, un chiaro riferimento al modo in cui vengono preparati, fatti rotolare nella farina prima di essere cotti nel brodo di carne.
Le origini dei rabatòn
La nascita dei rabatòn è strettamente legata alla zona della Fraschetta, in particolare al piccolo paese di Litta Parodi, che insieme ai borghi di Mandrogne e Cascinagrossa forma una parte della provincia di Alessandria. Un tempo, questo piatto veniva preparato in primavera, quando le bietole erano fresche, ed era considerato un piatto povero, ma molto ricco di sapore. Oggi, però, è un piatto che si prepara tutto l’anno, anche in occasioni speciali come il pranzo di Natale o il cenone di Capodanno.
La storia e la valorizzazione dei rabatòn
Nel corso degli anni, i rabatòn sono diventati una vera e propria icona della cucina alessandrina. Un momento importante per la loro valorizzazione è stato l’inizio della Sagra du Rabatòn di Litta Parodi, nel 1982. La sagra, che ha celebrato questo piatto insieme ad altri prodotti locali, ha dato visibilità a una tradizione che altrimenti sarebbe rimasta confinata nella memoria delle famiglie del paese. Nel 1999 è stata fondata la Confraternita du Rabatòn, un’associazione nata per tutelare la ricetta e le origini del piatto. Successivamente, nel 2000, i rabatòn sono stati inseriti tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.) del Piemonte, e nel 2025 il Comune di Alessandria ha riconosciuto ufficialmente i rabatòn come parte delle De.C.O. della città.
Ingredienti e preparazione dei rabatòn
Preparare i rabatòn richiede ingredienti semplici, ma essenziali per la riuscita del piatto. La base è costituita da ricotta vaccina e bietole, ma in passato venivano usate anche erbe selvatiche come ortiche, tarassaco e vertis, che venivano raccolte nei campi dai pastori della zona durante la transumanza. Questi ingredienti, facilmente reperibili, venivano scambiati con la ricotta e altri generi alimentari.

Rabatòn, la ricetta della tradizione (InAlessandria.it)
Secondo la ricetta tradizionale, i rabatòn vanno cotti in brodo di carne e serviti con burro e grana grattugiato. Un piatto che non ha bisogno di fronzoli per essere apprezzato.
Come preparare i rabatòn
Ecco come fare i rabatòn secondo la tradizione ma con qualche tocco di modernità:
Ingredienti:
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800 g di erbette di campo o bietole
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250 g di ricotta vaccina o seirass piemontese
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Maggiorana fresca (facoltativa)
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100 g di parmigiano grattugiato o grana
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1-2 uova
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Noce moscata (facoltativa)
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Pepe q.b.
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Foglie di salvia q.b.
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Burro q.b.
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Pangrattato q.b.
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Sale q.b.
Procedimento:
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Iniziate cuocendo le bietole (o altre erbette) in poca acqua per circa 10 minuti. Dopo averle scolate, strizzatele per eliminare l’acqua in eccesso.
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Scolate anche la ricotta, meglio se usando un colino per eliminare il siero.
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Tritate grossolanamente le bietole e mescolatele con la ricotta, l’uovo, il parmigiano e il pangrattato. Aggiustate di sale, pepe e noce moscata.
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Mescolate bene fino ad ottenere un impasto sodo e modellabile, simile al ripieno dei ravioli di magro.
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Formate dei piccoli cilindri di circa 6-7 cm e rotolateli nella farina, eliminando l’eccesso.
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Cuocete i rabatòn nell’acqua di cottura delle bietole fino a quando non vengono a galla. Scolateli con una schiumarola.
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Disponeteli in una terrina imburrata e cospargeteli con parmigiano grattugiato, burro e foglie di salvia. Cuocete in forno a 180°C per 10-15 minuti, fino a dorarli leggermente.
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Servite caldi, accompagnati magari da un buon bicchiere di Grignolino.







