Per chi ha degli animali domestici in casa arriva un nuovo Bonus: requisiti, come richiederlo e tutto quello che c’è da sapere.
Nel 2026 chi vive con un animale domestico può contare su due strumenti economici distinti: un bonus sociale dedicato agli over 65 con reddito basso e una detrazione fiscale del 19% accessibile a tutti i contribuenti tramite dichiarazione dei redditi.
Due misure diverse, ma complementari, pensate per sostenere le famiglie in un momento in cui le spese veterinarie continuano a crescere.
Bonus animali domestici: a chi spettano e come richiederli
Il primo è il bonus sociale animali domestici, rivolto esclusivamente ai proprietari senior con ISEE basso. Il secondo è la detrazione Irpef del 19% sulle spese veterinarie, che riguarda invece tutti i contribuenti, indipendentemente dall’età o dal reddito (entro determinati limiti). Vediamo nel dettaglio come funzionano. Il bonus sociale è stato introdotto per aiutare gli over 65 a sostenere le spese sanitarie dei propri animali. Non si tratta di un contributo nazionale uguale per tutti: l’importo varia da Regione a Regione e da Comune a Comune, in base ai fondi disponibili.
In genere i bandi locali prevedono un rimborso tra 200 e 300 euro all’anno, destinato esclusivamente a spese veterinarie documentate. La Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) ha stanziato: 250.000 euro per il 2024, 237.500 euro per il 2025 e 237.500 euro per il 2026. Si tratta di risorse limitate, per questo il bonus viene erogato fino a esaurimento fondi. Per ottenere il bonus 2026 occorre:
- avere almeno 65 anni
- possedere un ISEE inferiore a 16.215 euro
- essere residenti in Italia
L’animale deve essere registrato all’Anagrafe degli animali d’affezione o nel sistema SINAC, dotato di microchip (per i cani) o registrazione equivalente (per gatti e furetti) e legalmente detenuto. Il bonus rimborsa:
- visite veterinarie
- consulti specialistici
- interventi chirurgici
- degenze e anestesia
- esami di laboratorio
- farmaci veterinari
Non sono invece ammessi:
- cibo, anche dietetico
- accessori (guinzagli, cucce, lettiere, giochi)
- toelettatura e servizi estetici
- addestramento
- acquisto dell’animale

Per chi vive con animali domestici ci sono detrazioni e Bonus – Inalessandria.it
La procedura non è centralizzata: ogni Regione o Comune pubblica il proprio bando. Per questo è necessario controllare il sito istituzionale del proprio territorio. Nella maggior parte dei casi la domanda si presenta online, tramite SPID o CIE. Servono: ISEE 2026, certificato di iscrizione dell’animale, fatture e documentazione di spesa e prove di pagamento. Alcuni Comuni più piccoli accettano anche la domanda cartacea presso URP o servizi sociali. Dopo la chiusura del bando, l’ente redige una graduatoria basata sull’ISEE. Il contributo viene poi accreditato direttamente sull’IBAN indicato.
Accanto al bonus sociale, esiste una misura accessibile a tutti i contribuenti: la detrazione Irpef del 19% sulle spese veterinarie. Ma come funziona?
- detrazione del 19%
- franchigia di 129,11 euro
- limite massimo detraibile innalzato a 750 euro per le spese sostenute nel 2025
- detrazione piena fino a 120.000 euro di reddito
- si azzera oltre 240.000 euro
Sono detraibili:
- visite veterinarie
- analisi
- interventi chirurgici
- degenze
- farmaci certificati da scontrino parlante
Non sono detraibili:
- cibo
- accessori
- toelettatura
È obbligatorio pagare con mezzi tracciabili, tranne che per medicinali acquistati in farmacia. L’animale deve essere tenuto per compagnia o attività sportiva e registrato (microchip per i cani; per i gatti basta il libretto sanitario). Le spese vanno indicate nel Quadro E, righi E8–E10, con Codice 29. Il bonus sociale e la detrazione fiscale possono essere cumulati: il primo copre una parte delle spese, il secondo permette di recuperare fiscalmente ciò che resta. Un aiuto importante per chi vive con un animale domestico e vuole garantirgli cure adeguate senza pesare troppo sul bilancio familiare.








