Olimpiadi Invernali 2026: quanto vale davvero una medaglia? Dai bonus milionari agli incentivi italiani, il podio può cambiare una carriera.
Vincere una medaglia olimpica significa entrare nella storia dello sport. Ma dietro l’emozione del podio e l’inno nazionale c’è anche un aspetto meno visibile, che riguarda il valore economico di quell’impresa. Alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 l’Italia ospiterà oltre 3.500 atleti provenienti da 90 Paesi, impegnati in 16 discipline per un totale di 195 medaglie in palio. Un evento globale che accende i riflettori non solo sulle performance sportive, ma anche sui premi riservati ai vincitori.
Molti si chiedono quanto valga davvero una medaglia. La risposta non è unica, perché il Comitato Olimpico Internazionale non prevede premi in denaro diretti per oro, argento o bronzo. A decidere eventuali compensi sono i singoli comitati nazionali, con differenze anche molto marcate tra un Paese e l’altro.
I premi italiani e le differenze nel mondo
Per gli atleti azzurri interviene il CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che ha confermato cifre importanti anche per i Giochi di casa. Chi conquista l’oro riceverà 180.000 euro, l’argento vale 90.000 euro e il bronzo 45.000 euro. Le somme sono assegnate al singolo atleta e non alla medaglia, il che significa che negli sport di squadra ogni componente riceve l’intero importo. Un dettaglio non trascurabile, soprattutto in discipline come curling o biathlon.
Le cifre restano in linea con quelle delle precedenti edizioni olimpiche e rappresentano un riconoscimento concreto per anni di sacrifici, allenamenti e investimenti personali. Per molti atleti, infatti, il premio copre almeno in parte le spese sostenute per preparazione, trasferte e attrezzature.

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Se l’Italia si conferma tra i Paesi più generosi, altrove i premi possono essere ancora più elevati. A guidare la classifica è Hong Kong, che assegna circa 768.000 dollari per una medaglia d’oro. Singapore segue con un premio che sfiora il milione di dollari locali per il gradino più alto del podio. Si tratta di cifre straordinarie, anche se spesso riferite a delegazioni molto ridotte, con pochi atleti in gara.
Negli Stati Uniti il bonus per l’oro si ferma a 38.000 dollari, mentre Francia e Germania offrono importi inferiori rispetto a quelli italiani. Esistono poi Paesi come Regno Unito, Norvegia, Svezia e Nuova Zelanda che non prevedono alcun premio economico diretto per i medagliati.
Non mancano ricompense alternative che rendono il panorama ancora più curioso. In Indonesia, oltre al premio in denaro, gli atleti possono ricevere mucche. In Corea del Sud, all’oro si aggiunge una sorta di indennità mensile a vita. In Kazakistan le medaglie si trasformano in appartamenti, con dimensioni proporzionate al metallo conquistato. La Malesia premia con automobili di fabbricazione straniera, mentre la Polonia ha già offerto in passato viaggi, diamanti e abitazioni nella capitale.








