I successi di Federica Brignone sugli sci passano anche da quello che mangia a tavola? A svelare i suoi segreti ci ha pensato il nutrizionista.
In poco più di 300 giorni la vita di Federica Brignone è letteralmente cambiata, è passata dal grave infortunio subito ad aprile 2025, frattura scomposta pluriflammentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, fino all’oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Probabilmente nemmeno i più ottimisti pensavano che lei potesse arrivare a tanto, e invece lei ha stupito tutti, regalandosi una gioia che le resterà nel cuore per sempre, non solo a lei, ma anche a chi la segue da sempre.
Del resto, la determinazione è da sempre una caratteristica della sciatrice, messa in evidenza anche in questa occasione, anche se in un primo momento aveva preferito evitare di sbilanciarsi in pronostici troppo azzardati. Quello che è successo non può che spingere tutti gli appassionati a chiedersi qule sia il suo segreto, partendo da una battuta che facciamo spesso: “Cosa mangia per essere così?“. A svelarlo è stato il suo nutrizionista di fiducia.
I segreti di Francesca Brignone a tavola svelati dal suo nutrizionista
Un vero sportivo non può lasciare niente al caso se vuole ottenere risultati, non solo con l’allenamento costante, ma anche prestando particolare attenzione a quello che mangia. Questo non significa ovviamente non concedersi vizi, ma agire con cognizione in ogni aspetto, per questo nella maggior parte dei casi si è seguiti da un nutrizionista di fiducia, esattamente come ha fatto Francesca Brignone, che ha regalato all’Italia un importantissimo oro nelle Olimpiadi di Milano-Cortina.
La sciatrice è riuscita a riprendersi dal suo interribile infortunio grazie anche all’alimentazione e alla scelta di affidarsi a un piano stilato per lei da Pietro Blumetti, biologo nutrizionista della FISI (Federazione italiana sport invernali), che si è occupato del progetto “Return to Play”. E’ sbagliato però credere che la sua sia stata una dieta, bensì qualcosa che lui definisce “una terapia nel piatto, una sorta di bio-ingegneria culinaria. Ogni boccone è un messaggio biochimico al corpo”- ha detto al ‘Corriere della Sera’.

Il nutrizionista ha scelto con cura gli alimenti per Federica – Inalessandria.it
Sono importanti due concetti, variare gli alimenti e puntare su materie prime di qualità. Si è partiti con alimenti antinfiammatori e con antiossidanti già a colazione, in modo tale da favorire la guarigione sin dal primo pasto della giornata. Definire la sua dieta “ingegneristica” non è così eccessivo, ogni pasto veniva infatti calibrato con attenzione: “Vuol dire costruire un piatto con lo stesso rigore con cui si imposta un protocollo clinico. Non si tratta di togliere, ma di combinare gli alimenti in modo funzionale: scegliere ingredienti e proporzioni capaci di modulare i processi infiammatori, sostenere la ricostruzione ossea e favorire l’assimilazione dei nutrienti”,
Nella prima fase hanno quindi fatto parte del piano nutrizionale di Federica Brignone budino di semi di chia con latte di cocco e lamponi oppure uova strapazzate alla curcuma con kiwi e mandorle, dando invece spazio a carne e pesce a pranzo e cena, oltre alle spezie, che potevano essere utili per sfiammare.
Era poi altrettanto importante facilitare la ricostruzione delle ossa, azione che ha comportato una modifica nell’alimentazione. In quel caso servivano “cibi ricchi di calcina, ovvero con calcio, magnesio e silicio”, ha detto ancora. Ne sono esempio la “Skyr Bowl”, con semi di zucca, girasole e fichi freschi, il pane di segale tostato con ricotta fresca a colazione, la pasta integrale con pesto di rucola e mandorle e burger di lenticchie con peperoni al forno.

La sciatrice ha consumato pasta integrale – Inalesandria.it
Tutto questo richiedeva di dover essere assimilato al meglio grazie al microbiota, cosa possibile con alimenti fermentati, lo yogurt greco o il kefir. Non potevano ovviamente mancare la glutammina per “supportare l’integrità della barriera intestinale” e le fibre, puntando su avena, legumi e cereali integrali.
Tutto si è poi concluso con il ritorno in palestra, quando è stato necessario arricchire la sua alimentazione per consentirle di sopportare meglio la fatica. Questo ha portato a introdurre quelli che vengono definiti carboidrati complessi da prestazione, quali “pasta integrale al ragù di pollo e frullati energetici con banana e burro d’arachidi, oltre alle patate dolci al forno”. Nel corso del percorso è stato inoltre permesso a Federica anche di consumare il gelato, sua grande passione, ma sempre valutando bene le modalità di consumo.
Non potevano ovviamente mancare gli integratori, anche se questi avevano comunque un ruolo “di contorno”, il ruolo principale era svolto dal cibo.








